AUSTRALIA – MODI DI FARE DI CHI GUIDA E NON

Una cosa che ho trovato bizzarra e buffa è proprio relativa alle “strade” australiane.
Quando parlo di strade mi riferisco a tutto quello che ne consegue, dal manto di asfalto, al tipo di connessione fra stati diversi dello stesso Paese e a coloro che le percorrono.

 

deserto australiano
Tropico del capricorno, Australia Occidentale

Premesso che per un viaggio in Australia on the road non servirebbero neanche navigatori satellitari, le strade sono ‘quelle’ (non puoi sbagliare!), esiste destra-sinistra-davanti-dietro, a volte non tutte insieme.
Una volta imboccata la direzione giusta per voi non bisogna più preoccuparsi per i prossimi 400 o 500km. I primi giorni di viaggio on the road sono stati quelli che ci hanno sorpreso di più in quanto novità, percorrevamo delle distanze paragonabili alla grandezza dell’Italia praticamente essendo i soli su quella strada! Provate ad immaginare una Milano-Reggio Calabria con NULLA fra l’una e l’altra, ad esclusione di una stazione di servizio (che per forza di cose ti vende TUTTO, dai beni essenziali ad un pò di ferramenta/giocattoli/souvenir), con una lingua di asfalto senza barriere laterali, e a completare l’opera aggiungi un bel set di EMÙ MUCCHE CAVALLI CANGURI -spesso diversamente vivi- LUCERTOLONI CAPRE PECORE (e altre specie che non elenco per non essere confuso con un documentario della BBC) tutti insieme per un allegro trotterellare sull’unico pezzo di umanità al quale ti áncori per arrivare sano e salvo alla tua destinazione. Un macello.

Il viaggio in compenso ti da tanto, nel senso stretto ti fa scoprire posti nuovi, panorami mai esplorati, scenari da cartolina, in senso lato ti propone gente nuova, modi di vivere fuori dalle nostre concezioni di vita e ti impressiona con le sue caratteristiche.

 

deserto australiano
Strade australiane, circondati da nulla
deserto australiano
Bizzarri segnali stradali indicanti cammelli, wombat e canguri

Su quelle stesse strade dove tanto ti dimeni per rimanere vivo ci incontri anche altra gente, alcuni come te viaggiano, altri si spostano per lavoro (massiccia presenza h24 di autotreni), ma tutti in ogni caso SALUTANO (quasi tutti).

I viaggiatori in un certo senso sono tutti collegati da un filo invisibile che li accomuna, una esperienza che ogni giorno regala loro un sorriso che a loro volta condividono con chi come loro Viaggia. I residenti invece sono coloro dai quali tutti gli altri apprendono gli “australismi”, tutti quegli strani modi di fare che hanno e che li caratterizzano, come se in qualche modo questa terra ti istruisse insegnadoti come comportarsi nella società. Ci si sente di nuovo in training.

Gli australismi non si fermano al saluto mentre si guida, continuano con il salutarsi per strada, lo scambiare chiacchiere appassionate come amici da una vita con dei perfetti sconosciuti anche quando si è in coda al supermercato e simili.

È stato buffo quando, ancora neo arrivato in terra canguriana una signorotta attempata guarda verso me e alza il dito come a fare una domanda.
Ignaro dei motivi mi sono avvicinato insospettito per capire cosa avesse da chiedermi.
Ridendoci su, ho scoperto che non era altri che il loro modo di salutare (uguale anche alla guida), e a confermare la tesi è stata proprio lei a spiegarmelo con un bel sorriso e una chiacchierata a corredo con tanto di domande sul nostro viaggio, sul posto da cui veniamo e la bellezza rinomata del nostro Paese. Nulla di invasivo, educato e cortese, all’ordine del giorno.
Non è strano che il salumiere ti chieda come ti vanno le cose con tua moglie o che la cassiera ti chieda come è stata la tua giornata fino a quel momento, anche se non li hai mai visti prima d’ora.
Qui il concetto di essere ‘friendly’ ovvero amichevole, lo hanno talmente radicato che senza quello non sarebbero Loro. Non sarebbero australiani. Col tempo impari a distinguere la gente che ti si presenta davanti in base ai loro modi di fare. Col tempo ti accorgi anche di quanto questo modo di fare produca un buonumore generale che la gente trasmette in maniera involontaria, e quando ti trovi il backpacker che ti saluta scorbutico, ci ridi su pensando a quanto tutto questo ti abbia cambiato. E pensi che anche loro avranno il loro training, è solo questione di tempo ?.

Con questo non voglio dire che tutto sia perfetto, trovo interessante confrontare le culture e i modi di fare all’estero con quelli di ‘casa mia’ , e spero chi lo sa, di spingere altri ad “Australianizzare” un pò le loro vite. Un pò di cordialità in più non uccide nessuno ?.

 

 

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